"Otto!" Schello balla sulla tettoia muovendo allegro le mani.

"Ragazzi, già uno, con la scusa che la donna s'è incazzata,

ha mollato. Ma la gara continua."

"Nove!" Tutti ridono e, leggermente più accaldati, scendo-

no. Gianluca guarda Valentina.

"Che vuoi dirgli a uno così?" Le prende la faccia fra le ma-

ni. "Tesoruccio, perdonalo, non sa quello che fa." Mostrando

una discreta conoscenza religiosa ma una pessima pratica, vi-

sto che appoggiato alla Vespa di Valentina comincia a pacca-

re con lei, davanti alle altre ragazze.

La voce grossa del Siciliano con quell'accento particolare

del suo paese che gli ha dato, oltre alla pelle olivastra, anche il

soprannome, echeggia nella piazza.

"A Sche', aumenta un po', mi sto addormentando."

"Dieci!"

Step scende facilmente. La corta maglietta azzurra gli sco-

pre le braccia. I muscoli sono gonfi. Nelle vene il cuore pulsa

potente, ma ancora lento e tranquillo. Non come allora. Quel

giorno il suo giovane cuore aveva cominciato a battere veloce,

come impazzito.

4.

Due anni prima. Zona Fleming.

Un pomeriggio qualsiasi, se non per la sua Vespa nuova di

zecca, in rodaggio, non ancora truccata. Step la sta provando,

passa davanti al Caffè Fleming quando si sente chiamare:

"Stefano, ciao!".

Annalisa, una bella biondina che ha conosciuto al Piper, gli

viene incontro. Stefano si ferma.

"Che fai da queste parti?"

"Niente, sono andato a studiare da un mio amico e ora sto

tornando a casa."

È un attimo. Qualcuno alle sue spalle gli sfila il cappello.

"Ti do dieci secondi per andartene di qui."

Un certo Poppy, un tipo grosso più grande di lui, gli sta da-

vanti. Ha il suo cappello fra le mani. È di moda quel cappello.



18 из 390