
cino, si guardano, indecisi sul da farsi. Vedendo che Lucone
comincia a tossire e che facendo sforzi bestiali non riesce a le-
varsi quel bilanciere di dosso, decidono di aiutarlo.
Pollo è disteso per terra, a pancia sotto. Ride come un paz-
zo, battendo le mani sul legno del pavimento. A un tratto si gi-
ra di nuovo verso Lucone, con le lacrime agli occhi, ma lo vede
lì, in piedi davanti a lui. I due ragazzi lo hanno liberato.
"Oh! Come cazzo hai fatto?"
Pollo si da subito alla fuga, ancora ridendo e inciampando
su un bilanciere. Lucone, tossendo, lo insegue.
"Fermo, ti sfondo, ti ammazzo. Ti do una pizza in testa e
ti faccio diventare ancora più nano di quello che sei."
Si inseguono furiosamente per tutta la palestra. Girando
intorno alle macchine, fermandosi dietro colonne, ripartendo
improvvisamente. Pollo, nel tentativo di fermare l'amico, gli ti-
ra addosso alcuni manubri. Delle pizze di gomma rimbalzano
pesantemente a terra, schivate da Lucone che non si ferma di
fronte a nulla. Pollo imbocca la scala che porta allo spoglia-
toio femminile. Passando di corsa urta una ragazza che fini-
sce contro la porta, aprendola. Tutte le altre, nude, che si stan-
no cambiando per la lezione di aerobica, iniziano a gridare co-
me pazze. Lucone si ferma sugli ultimi scalini, estasiato di fron-
te a quel panorama di morbide colline, umane e rosate. Subi-
to Pollo torna indietro.
"Cazzo, non ci credo, questo è il paradiso..."
"Andate all'inferno!"
Una ragazza leggermente più coperta delle altre corre ver-
so la porta sbattendogliela in faccia. I due amici rimangono
per un attimo in silenzio.
"Hai visto quella in fondo a destra, che tette che aveva?"
