Un giorno, sono passati due mesi, entra il Siciliano.

"Be', chi se le fa un po' di flessioni con me?"

Il Siciliano è uno dei primi soci del Budokan. È grosso e

potente, nessuno vuole gareggiare con lui.

"Cazzo, mica vi ho invitati a fare una rapina, ho detto so-

lo facciamo un po' di flessioni."

Pollo e Lucone hanno continuato ad allenarsi in silenzio.

Con il Siciliano finisci sempre per litigare. Se perdi ti sfotte al-

l'infinito, se vinci, be', non si sa cosa ti potrebbe succedere. A

nessuno è mai capitato di battere il Siciliano.

"Allora, non c'è nessuno in questa palestra di merda che

vuoi fare qualche flessione con me?"

Il Siciliano si guarda intorno.

"Ci sono io."

Si gira. Step è davanti a lui, il Siciliano lo guarda dalla te-

sta ai piedi.

"Okay, andiamo di là."

Entrano in una piccola stanza. Il Siciliano si toglie la fel-

pa sfoderando pettorali enormi e braccia ben proporzionate.

"Allora, sei pronto?"

"Quando vuoi."

Il Siciliano si mette giù. Step di fronte a lui. Cominciano a

fare flessioni. Step resiste quanto può. Alla fine, distrutto, crol-

la a terra. Il Siciliano ne fa altre cinque veloci, poi si tira su, da

una pacca a Step.

"Bravo, ragazzo, non vai male. Le ultime le hai fatte tutte

con questa" e gli da amichevolmente un frontino. Step sorri-

de, non l'ha sfottuto. Tutti tornano ai loro esercizi. Step si mas-

saggia i muscoli indolenziti delle braccia. Non c'è stata storia:

il Siciliano è molto più forte di lui, è ancora troppo presto.

5.

Quel giorno. Solo otto mesi dopo.

Poppy e i suoi amici sono davanti al Caffè Fleming, ridono

e scherzano bevendo birra. Qualcuno mangia della pizza rossa,



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