
pra, con tutto il suo peso. Poppy, strisciando a ogni colpo, muo-
vendosi a scatti, pronuncia un pietoso: "Basta, basta, ti pre-
go!", quasi tossendo per il sangue che dal naso gli scorre di-
rettamente in gola e sputacchiando quel po' di saliva che gli
cola dal labbro ormai completamente aperto e sanguinante.
Step si ferma. Recupera il fiato saltellando sulle gambe, guar-
dando il suo nemico a terra, fermo, finito. Poi si gira di scatto
e si avventa su un biondino alle sue spalle. È quello che otto
mesi prima lo aveva bloccato da dietro. Lo colpisce con il go-
mito in piena bocca, andandogli addosso con tutto il peso del
corpo. Al tipo saltano tre denti. I due finiscono a terra. Step gli
punta le ginocchia sulle spalle. Bloccandolo, comincia a tem-
pestargli la faccia di pugni. Poi lo prende per i capelli sbat-
tendogli la testa per terra, con violenza. All'improvviso due
braccia forti lo bloccano. È Pollo. Da sotto le ascelle lo tira su:
"Dai Step, basta, andiamo, lo stai massacrando".
Anche il Siciliano e Lucone gli vanno vicino. Il Siciliano ha
già avuto qualche problema più degli altri.
"Sì, andiamo, è meglio. Magari qualche stronzo ha chia-
mato la pula."
Step riprende a respirare normalmente, fa un mezzo giro
davanti agli amici di Poppy che lo guardano in silenzio. "Pez-
zi di merda!" E sputa su uno che sta lì vicino con un bicchie-
re di Coca-Cola in mano, colpendolo in piena faccia. Passa da-
vanti ad Annalisa e le sorride. Lei cerca di ricambiare, un po'
impaurita, senza capire bene cosa fare. Muove appena il lab-
bro superiore e ne esce fuori una strana smorfia. Step e gli al-
tri montano sui loro Vesponi e si allontanano. Lucone guida
