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Un caldo appartamento, grandi vetrate dalle quali si vede
l'Olimpica. Bei quadri alle pareti, di certo un Fantuzzi. Quat-
tro casse agli angoli del salotto diffondono un ed ben mixato.
La musica avvolge dei ragazzi che, parlando, battono quasi tut-
ti il tempo.
"Dani, ehi, quasi non ti riconoscevo."
"Non ti ci mettere pure tu, eh?"
"Parlavo del vestito, stai benissimo, sul serio..."
Daniela si guarda la gonna, Giulia già la conosce, c'è ca-
scata per un attimo.
"A Giuli!"
"Be', che ti arrabbi? Sembri la Bonopane, quella bora del-
la terza B che la mattina viene tutta infardata..."
"Come fai a essere sempre così simpatica, eh?"
"È per questo che siamo amiche." *
"Mai detto di essere tua amica!"
Giulia si sporge in avanti.
"Bacino, facciamo pace?"
Daniela sorride. Fa per andare verso di lei quando alle sue
spalle vede Palombi.
"Andrea!"
Lascia perdere la guancia di Giulia, sperando, prima o poi,
di centrare la bocca di lui.
"Come stai?"
Andrea rimane per un attimo incerto. '
"Bene, e tu?" *
"Benissimo."
Si scambiano un bacio frettoloso. Poi lui passa avanti a
salutare qualche amico. Giulia la raggiunge e sorride al suo
fianco.
"Non ti preoccupare, fa il classico public."
Rimangono a guardarlo per un po'. Andrea parla con al-
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cuni ragazzi, poi si volta verso di lei, la guarda di nuovo e alla
fine sorride. Finalmente ha realizzato.
"Cavoli! E sì che hai esagerato... Non ti aveva proprio ri-
conosciuto."
Babi attraversa il salotto. Alcune ragazze ballano fra loro.
