"Ieri hanno festeggiato sei mesi. L'ho saputo da mio figlio.

Sai cosa ha fatto lui, eh, sai cosa ha fatto?"

Raffaella lascia perdere un pistacchio troppo chiuso. Ora

è sinceramente interessata.

"No, dimmi."

"L'ha portata in pizzeria. Ma ti rendi conto? In una pizze-

ria in corso Vittorio."

"Be', ma questi ragazzi ancora non guadagnano, magari i

genitori..."

"Sì, ma chissà da chi nasce... Le ha portato dodici rose stri-

minzite, brutte, piccole, di quelle che appena arrivano a casa

perdono tutti i petali. Le avrà sicuramente comperate al se-

maforo. Stamattina in cucina allora le ho chiesto: 'Gloria, co-

s'è questo orrore?'. 'Mamma, non ti azzardare a buttarle eh?'

Figurati! Ma quando è tornata da scuola non c'erano più. Io le

ho detto che è stata Ziua, la nostra filippina, allora lei si è mes-

sa a urlare e se n'è andata sbattendo la porta."

"Su queste storie non devi assolutamente ostacolarla, se no

è peggio, che poi Gloria si ostina. Lasciali fare, vedrai che fi-

nirà per conto suo. Se c'è questa differenza... E poi è tornata?"

"No, ha telefonato che andava a dormire dalla Piristi, quel-

la bella ragazza biondina un po' tonda, la figlia di Giovanna.

Lui è l'amministratore della Serfim, lei si è rifatta tutta. Giu-

stamente, se lo può permettere."

"Sul serio? Ma non si vede niente..." wtv

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"Usano questa nuova tecnica, ti tirano da dietro le orec-

chie. È perfettamente invisibile. Allora può uscire con Babi?

Mi farebbe tanto piacere."

"Ma certo, scherzi? Le dirò di chiamarla."

Finalmente Raffaella si concede un pistacchio. È più aper-

to degli altri. Lascia la sua buccia per la sua bocca, e per lui

non è uno scambio conveniente.



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