qualche problema e mente, scusandosi con gli altri:

"Mi ha sbavato il rimmel, vado in bagno a rifarmi il truc-

co". Cosa che servirebbe molto di più al tipo, che si allontana

in silenzio, con la sua ragazza per mano e le cinque dita di

Hook stampate sulla faccia.

Pollo butta l'ultima borsa sul letto.

"Cavoli, che rabbina... Hai una borsa del genere, vai a una

festa così, e ti porti dietro solo dieci euro. Ma allora sei pro-

prio una poveraccia!"

Sta per andarsene quando si accorge che sulla sedia lì vi-

cino, appesa a un bracciolo, nascosta da una giacca coloniale,

c'è una borsa. La prende. È una bella borsa elegante e pesan-

te, con la tracolla lavorata e due filetti di cuoio per chiuderla.

Deve essere ben fornita, se la proprietaria si è tanto preoccu-

pata di nasconderla. Pollo comincia ad aprire il nodo dei due

filetti di cuoio, maledicendo il suo vizio di mangiarsi sempre

le unghie. Uno può soffrire di mancanza d'affetto, d'accordo,

oppure di mancanza di soldi. Ma non di tutti e due insieme. Fi-

nalmente scioglie il nodo. Proprio in quel momento si apre la

porta. Pollo nasconde la borsa dietro la schiena. Una ragazza

bruna, sorridente, entra tranquilla. Quando lo vede si ferma.

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"Chiudi la porta."

Pallina ubbidisce. Pollo tira fuori la borsa da dietro e co-

mincia a frugarci dentro. Pallina assume un'espressione scoc-

ciata. Pollo vede che lo fissa.

"Allora, si può sapere che vuoi?"

"La mia borsa." "i

"Be', che aspetti? Prenditela, no?" l*

Pollo indica il letto pieno di borse già svuotate. '

"Non posso."

"Perché?"

"Un tipo idiota ce l'ha in mano."

"Ah." Pollo sorride. Guarda meglio la ragazza. È molto ca-



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