
rina coi capelli neri e un ciuffo laterale e la smorfia della boc-
ca leggermente scocciata. Naturalmente ha una gonna colo-
niale. Pollo trova il portafoglio, lo prende.
"Tieni..." le lancia la borsa. "Basta chiedere..."
Pallina afferra la borsa al volo. E comincia anche lei a cer-
carci qualcosa dentro.
"Lo sai che non si fruga nelle borse delle signorine, non te
l'ha detto la mamma?"
"Mai parlato con mia madre. Ehi, piuttosto, tu dovresti far-
ti una chiacchierata con la tua."
"Perché?"
"Be', non esiste che ti manda in giro solo con cinquanta
euro."
"È la mia settimana."
Pollo se li mette in tasca.
"Era."
"Vorrà dire che starò a dieta."
"Allora ti ho fatto un piacere."
"Cretino!"
Pallina trova quello che cercava, quindi posa la borsa.
"Poi quando hai finito rimettimi dentro il portafoglio.
Grazie."
"Senti, visto che cominci a stare a dieta, magari domani ti
invito a mangiare una pizza."
"No grazie, quando pago io voglio essere almeno libera di
decidere con chi vado." Fa per andarsene.
"Ehi, aspetta un attimo."
Pollo la raggiunge.
"Cos'hai preso?"
Pallina porta la mano dietro alla schiena. "Niente che ti
debba interessare." ..»
Pollo le blocca le braccia..;* «<tom oqiJ nu ,|b U
"Ehi, giudico io, fa' vedere."
"No, lasciami andare. I soldi li hai presi, no? Che vuoi an-
cora?"
"Quello che hai in mano."
Pollo prova a prendergliela. Pallina poggia il petto contro di
lui, allontanando il più possibile la sua piccola mano chiusa.
"Lasciami stare, guarda che mi metto a urlare."
"E io ti prendo a sculacciate."
