
ti del letto aperti e la roba sparsa un po' ovunque.
"Allora prendo questo..."
Daniela avanza fra alcune Superga di vari colori sparse per
terra, tutte trentasette.
"No! Quello non te lo metti perché ci tengo."
"Io me lo prendo lo stesso."
Babi si tira su di scatto con le mani sui fianchi: "Scusa, ma
non me lo sono mai messo...".
"Potevi mettertelo prima. E poi me lo slarghi tutto."
Daniela guarda ironica la sorella.
"Cosa? Stai scherzando? Guarda che sei tu che ti sei mes-
sa la mia gonna blu elasticizzata l'altro giorno e ora per vede-
re le mie belle curve devi essere un indovino."
"Che c'entra? Quella l'ha slargata Chicco Brandelli."
"Cosa? Chicco ci ha provato e tu non mi hai detto nulla?"
"C'è poco da raccontare."
"Non credo, a giudicare dalla mia gonna."
"È solo apparenza. Che ne dici di questa giacca blu con sot-
to la camicia rosa pesca?"
"Non cambiare discorso. Dimmi com'è andata."
"Oh, lo sai come vanno queste cose."
"No."
Babi guarda la sorella più piccola. È vero, non lo sa. An-
cora non può saperlo. È troppo rotonda e non c'è niente di ab-
bastanza bello in lei per convincere qualcuno a slargarle una
gonna.
"Niente. Ti ricordi che l'altro pomeriggio avevo detto a mam-
ma che andavo a studiare da Pallina?"
"Sì, e allora?"
"E allora sono andata al cinema con Chicco Brandelli."
"Be'?"
"Il film non era niente di che, e guardandolo meglio, nean-
che lui."
"Sì, ma arriviamo al punto. Com'è che s'è slargata la gon-
na?"
"Be', il film era iniziato da dieci minuti e lui si agitava con-
tinuamente sulla sedia. Ho pensato: è vero che questo cinema
