
l'ultimo istante, poi toglie la mano.
"Ci vediamo."
Non fa in tempo a sentire il suo secco "No". Piega legger-
mente verso destra. Imbocca la curva, scala e acquista poten-
za scomparendo veloce tra le macchine. La Mercedes continua
il suo viaggio, ora più tranquillo, verso la scuola.
"Ma lo sai chi è quello?" La testa della sorella spunta im-
provvisamente tra i due sedili. "Lo chiamano 10 e lode."
"Per me è solo un idiota."
Poi apre il libro di latino e comincia a ripassare l'ablativo
assoluto. A un tratto smette di leggere e guarda fuori. È vera-
mente quello il suo unico problema? Certo, non quello che di-
ce quel tipo. E comunque non l'avrebbe rivisto mai più. Ri-
prende a leggere decisa. La macchina svolta a sinistra, verso
la Falconieri.
"Sì, io non ho problemi e non lo rivedrò mai più."
Non sa, in realtà, di quanto si stia sbagliando. Su tutte e
due le cose.
2.
La luna è alta e pallida fra gli ultimi rami di un albero fron-
duto. I rumori stranamente lontani. Da una finestra arrivano
alcune note di una musica lenta e piacevole. Poco più sotto, le
linee bianche del campo da tennis risplendono dritte sotto il
pallore lunare e il fondo della piscina vuota aspetta triste l'e-
state. A un primo piano del comprensorio una ragazza bion-
da, non molto alta, con gli occhi azzurri e la pelle vellutata, si
guarda indecisa allo specchio.
"Ti serve la maglietta nera, elasticizzata della Onyx?"
"Non lo so."
"E i pantaloni blu?" urla più forte Babi dalla sua came-
ra.
"Non lo so."
"E i fuseaux, te li metti?"
Daniela ora è ferma sulla porta, guarda Babi con i casset-
