
"Che te ne sembra?"
Indossa un vestito a fiori, rosato e leggero. La stringe deli-
catamente in vita, lasciando il resto libero di scendere, come
meglio crede, sui suoi fianchi morbidi.
"Allora, come sto?"
"Bene."
"Ma non benissimo?"
"Molto bene."
"Sì, ma perché non dici benissimo?"
Daniela continua a cercare di fare dritta la linea che do-
vrebbe allungarle un po' gli occhi.
"Be', a me non piace il colore."
"Sì, ma a parte il colore..."
"Non mi piacciono molto le spalline così grosse."
"Sì, ma a parte le spalline..."
"Be', tu lo sai, a me non piacciono i fiori."
"No, ma tu non li considerare."
"Allora sì, stai benissimo."
Babi, per niente soddisfatta e senza sapere neanche lei co-
sa avrebbe voluto sentirsi dire, prende la boccetta di Caronne
comprata con i suoi a un duty-free di ritorno dalle Maldive.
Uscendo urta Daniela.
"Ehi, stai attenta!"
"Stai attenta tu! Ci metto molto meno io a farti un occhio
nero. Guarda come ti stai truccando!"
"Lo faccio per Andrea."
"Andrea chi?"
"Palombi. L'ho conosciuto fuori dalla Falconieri. Stava par-
lando con Mara e Francesca, quelle del quarto. Quando se ne
sono andate, gli ho detto che anch'io stavo in classe loro. Truc-
cata così, quanti anni mi daresti?"
"Be', sì, sembri più grande. Almeno quindici."
"Ma io ho quindici anni!"
"Sfuma un po' qui..." Babi si mette l'indice in bocca ba-
gnandoselo, e poi lo porta sulle palpebre della sorella massag-
giandole.
"Ecco fatto!"
"E ora?"
Babi guarda la sorella alzando il sopracciglio.
"Stai per farne sedici."
"Ancora troppo poco."
