"Ragazze, siete pronte?"

Raffaella, sulla porta di casa, inserisce l'allarme. Claudio

e Daniela passano veloci davanti a lei, per ultima arriva Babi.

Entrano tutti nell'ascensore. La serata sta per iniziare. Clau-

dio si sistema meglio il nodo della cravatta. Raffaella si pas-

sa veloce più volte la mano destra sotto i capelli. Babi si si-

stema la giacca scura dalle ampie spalle. Daniela si guarda

semplicemente allo specchio, già sapendo di incontrare lo

sguardo della madre.

"Non sarai troppo truccata, tu?"

Daniela prova a rispondere.

"Lascia perdere, siamo in ritardo come al solito." E questa

volta Raffaella incrocia allo specchio lo sguardo di Claudio.

"Ma io stavo aspettando voi, ero pronto dalle otto!"

Passano in silenzio attraverso gli ultimi piani. Nell'ascen-

sore entra l'odore dello stufato della moglie del portiere. Quel

sapore di Sicilia si mischia per un attimo con quella strana

compagnia francese di Caronne, Drakkar e Opium. Claudio

sorride. "È la signora Terranova. Fa uno spezzatino favoloso."

"Ci mette troppa cipolla" è il giudizio sicuro di Raffaella,

che da un po' di tempo ha optato per la cucina francese, con

la sincera preoccupazione di tutti e la disperazione della ca-

meriera sarda.

La Mercedes si ferma davanti al portone.

Raffaella, con un rumore dorato di gioie, segno di ricor-

renze e Natali più o meno felici, quasi sempre molto costosi,

sale davanti, le due figlie dietro.

"Si può sapere perché non accostate di più la Vespa al

muro?"

"Ancora più incollata al muro? Papa, ma sei negato..."

"Daniela, non ti permettere di parlare così a tuo padre."

"Senti mamma, domani possiamo andare in Vespa a



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