«E allora? Su, dammi una mano a vestirmi.» Lucas la seguì in camera da letto fingendo di essere sensibile alla sua civetteria, e intanto pensava agli oceani di tempo che bisognava superare, prima di potersi allungare finalmente in un letto e abbandonarsi al sonno.

La folla, allo stadio, era abbastanza numerosa per quel periodo dell’anno. Hutchman sedeva indifferente nell’oscurità della tribuna: non faceva caso alla presenza di sua moglie e del figlio, ed era incapace di seguire lo spettacolo delle macchine che sbandavano, si impennavano, cozzavano l’una contro l’altra. Dopo, a letto, si addormentò istantaneamente.

Quando si svegliò, era ormai sicuro che avrebbe costruito la macchina anti-bombe.

3

Mentre Hutchman ascoltava il giornale radio, Vicky spense due volte la radio, dicendo che aveva mal di testa. Ogni volta, regolarmente, lui si alzò e la riaccese, ma a volume basso. Le notizie riguardavano combattimenti sporadici ai confini della Siria con la Turchia e l’Iraq, provocati, ovviamente, da un senso violento di frustrazione da parte dei Siriani, ed erano inframmezzate da innumerevoli relazioni di incontri all’ONU e di attività diplomatiche in una dozzina di capitali, da messaggi di oscuri fronti di liberazione e da accenni a vasti movimenti della flotta nel Mediterraneo. Hutchman, intorpidito dal sole e dall’andirivieni domestico, seguiva ben poco della situazione mondiale, a parte il fatto che non era ancora stato identificato l’aggressore. Si dedicò a tutta una serie di comportamenti rituali, come legare le stringhe di David, togliere dal frigo lo yogurt, mettere vicino a ciascun piatto una capsula di olio di fegato di halibut, mentre la sua mente cercava di fare un primo bilancio di quanto avrebbe richiesto la costruzione della macchina.



24 из 153