Il nostro governo, i Sovietici, gli Americani, i Cinesi, i Francesi, tutti mi spazzerebbero via in un secondo, se solo sapessero che cosa ho in tasca. Io posso far cambiare ballo ai neutroni!

Rabbrividendo prese una matita e si mise al lavoro, ma non era facile concentrarsi. Dopo un’ora andata a vuoto, telefonò al capo fotografo per avere una proiezione di un film girato recentemente sui lanci di prova del Jack-and-Jill. Nell’oscurità fresca e anonima della saletta di proiezione, scene di mare e di cieli azzurri gli riempirono gli occhi, diventarono l’unica realtà, finirono col farlo sentire come disincarnato. Le ombre nere dei missili si alzavano in aria, vibravano, calavano sulla preda bruciando nuvole di fluido idraulico finché i loro motori fiammeggiavano. Poi gli ordigni ricadevano in mare, lentamente, oscillando sotto gli ombrelli arancione dei paracadute di recupero. Jack precipitò e si ruppe la corona, e Jill…

«Non andranno mai bene» disse una voce accanto all’orecchio di Hutchman. Era Boyd Craig, capo assistente del progetto preliminare, che era entrato in sala all’insaputa di Lucas. Craig, fin dall’inizio, era stato contrario al progetto Jack-and-Jill.

«Tu credi?»

«Nessuna speranza» disse Craig, incrollabile. «Tutto l’alluminio che si impiega nell’industria aero-spaziale di questo paese finisce rifuso per produrre bidoni della spazzatura: i nostri missili e velivoli sono già vecchi, prima che riescano a volare. Questo collaboriamo a produrre tu ed io, Hutch. Bidoni per la spazzatura. Sarebbe decisamente meglio, più onesto e probabilmente più economico se saltassimo lo stadio intermedio e ci dedicassimo alla produzione su larga scala dei bidoni per la spazzatura.»



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