Jack era un missile convenzionale terra-aria, che impiegava il sistema più semplice di guida-controllo: il comando radio dalla stazione di lancio. Era, in realtà, un prototipo modificato del missile offensivo Westfield, che aveva in comune con gli altri esemplari del suo genere un inconveniente: la perdita di ricettività ai comandi via via che la sua distanza dal centro di controllo aumentava. Westfield, per rimediare alla faccenda, aveva immaginato di trasferire parte del sistema di guida-controllo a bordo di un secondo missile, il Jill, lanciato una frazione di secondo dopo il primo, che aveva il compito di seguire Jack e di trasmettere i dati relativi alla sua posizione rispetto a un bersaglio mobile. Il sistema tendeva a mantenere la semplicità di guida a comandi collegati e, insieme, a ottenere la precisione di un ordigno cerca-bersaglio completamente automatico. Se il progetto aveva buon esito, il sistema di missili avrebbe avuto una gittata discreta, un’alta fedeltà e un basso costo unitario. Hutchman, nella sua qualità di dirigente matematico della Westfield, aveva il compito di razionalizzare i dati portando le variabili al punto in cui fosse possibile dirigere Jack-and-Jill mediante un congegno non molto diverso da un calcolatore convenzionale addetto ai lanci.

Il lavoro per lui era di scarsissimo interesse, poiché era ben lontano dalla pura astrattezza della meccanica quantistica, però gli stabilimenti Westfield erano vicini alla città di Vicky. Lei non aveva voluto trasferirsi a Londra o a Cambridge — dove Hutchman aveva avuto una buona offerta da parte di Brock, della Cavendish — né in altri centri dove avrebbe potuto trovare la sua strada. D’altra parte lui teneva troppo al matrimonio per volersi separare da lei. Di conseguenza si dedicava alla parte matematica dei sistemi pluriparticellari, ma più che altro per rilassarsi. Rilassarsi! Quei pensieri che s’era sforzato di allontanare, stavano riaffiorando da qualche zona remota della sua mente.



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