
Lessa si svegliò, raggelata. L’agghiacciava qualcosa di più del freddo che emanava dalle mura di pietra perpetuamente viscide d’umidità. Era il gelo della precognizione di un pericolo ancora più grave di quello di dieci Giri completi prima, che pure l’aveva spinta a nascondersi, gemendo di terrore, nel covile fetido del wher da guardia.
Irrigidita nella concentrazione, Lessa rimase distesa sulla paglia del puzzolente magazzino dei formaggi, dove dormiva insieme alle altre sguattere. In quel presagio malaugurante vi era un’immediatezza incalzante, diversa da qualunque altro presentimento. Lessa sfiorò la consapevolezza del wher da guardia, che strisciava in cerchio nel cortile. Girava al limite estremo della catena, fin quasi a soffocarsi. Era irrequieto: tuttavia non sembrava aver notato qualcosa di insolito nelle tenebre che precedevano l’alba.
Lessa si raggomitolò su se stessa, tesa, cercando di alleviare la tensione delle spalle. Poi si costrinse a rilassarsi, muscolo dopo muscolo, giuntura dopo giuntura, e cercò di comprendere quale potesse essere la minaccia impalpabile che aveva potuto svegliarla, senza tuttavia allarmare il sensibilissimo wher da guardia.
Indubbiamente, il pericolo non si trovava all’interno delle mura della Fortezza di Ruatha. E neppure si stava avvicinando al perimetro selciato, all’esterno della Fortezza, dove l’erba implacabile si era insinuata tra l’antica calce, verde testimonianza della decadenza della Fortezza, un tempo di sasso polito. Il pericolo non stava avanzando lungo il camminamento, ormai pochissimo usato, che saliva dalla valle, e non era neanche in agguato nelle dimore in pietra degli artigiani ai piedi del precipizio. Il suo odore non contaminava il vento che soffiava dalle fredde spiagge di Tillek. Eppure faceva vibrare acutamente i suoi sensi, scuoteva ogni nervo della sua snella figura. Ormai completamente sveglia, Lessa cercò di identificarlo prima che la precognizione si dileguasse. Si protese all’esterno, verso il Passo, più lontano di quanto si fosse mai spinta. Quale che fosse la minaccia, non si trovava a Ruatha… per ora. E non aveva neppure un sentore conosciuto. Quindi non si trattava di Fax.
