
I primi raggi del sole si affacciarono sopra le mura esterne del Forte; il wher da guardia, gridando, saettò nello sua tana scura. In fretta, Lessa ritornò alla cucina, rientrò nel magazzino dei formaggi.
F’lar, sul grande collo del bronzeo Mnementh, fu il primo ad apparire nel cielo, al di sopra della Fortezza principale di Fax, sedicente signore delle Terre Alte. Dietro di lui, in una perfetta formazione a cuneo, apparirono gli altri. F’lar controllò automaticamente la formazione: era esatta come nel momento del loro ingresso in mezzo.
Mentre Mnementh descriveva un arco che li avrebbe portati al perimetro del Forte, come si conveniva al carattere amichevole della visita, F’lar osservava con crescente avversione lo stato malconcio delle difese. Le fosse delle pietre focaie erano vuote, ed i canali tagliati nella roccia che si irradiavano dalle fosse erano coperti da uno strato verdastro di muschio.
Esisteva ancora un solo Signore, in tutto Pern, che conservasse la sua Fortezza tutta di pietra, in obbedienza alle antiche Leggi? F’lar strinse le labbra. Una volta che avesse concluso la sua Cerca e fosse stato impresso lo Schema di Apprendimento sarebbe stato giusto tenere al Weyr un solenne Concilio punitivo. E per il guscio d’oro della regina, lui, F’lar, aveva intenzione di esserne il moderatore. Avrebbe sostituito l’attività al letargo. Avrebbe estirpato la faccia verde e pericolosa dalle alture di Pern, le erbe verdi dai suoi edifici. In nessuna fattoria sarebbe stata ammessa una cintura verdeggiante. E le dècime che erano state versate con tanta avarizia e con tanto malanimo, sotto la minaccia delle pietre focaie, sarebbero affluite con debita generosità nel Weyr dei draghi.
