
— È arrivato in ritardo. Il posto è già stato assegnato a un altro. Mi dispiace.
DAL SUO STIPENDIO SONO STATI DETRATTI VENTI MINUTI DI RITARDO.
— Dio, com’è tardi, devo scappare!
E così via. E così via. E così via. E così via via via via via tic tac tic tac tic tac e un giorno non lasciamo più che sia il tempo a servire noi, siamo noi a servire il tempo e siamo schiavi dell’orario, adoratori del movimento del sole, vincolati a un’esistenza imperniata sulle restrizioni perché il sistema non funziona se non rispettiamo rigorosamente la tabella di marcia.
Fino a quando arrivare in ritardo non è più un fastidio da poco. Diventa un peccato. Poi un reato. Poi un reato punibile così: CON DECORRENZA DAL 15 LUGLIO 2389 ore 12:00:00, l’ufficio del Maestro Cronometrista richiederà a tutti i cittadini di consegnare le schede orarie e le cardiolastre per l’elaborazione. Ai sensi dello Statuto 555-8-SGH-999 relativo alla revoca del tempo pro capite, tutte le cardiolastre saranno sintonizzate sui singoli detentori e…
Cos’avevano fatto? Avevano ideato un metodo per ridurre la durata dell’esistenza che una persona poteva avere. Se arrivava in ritardo di dieci minuti, perdeva dieci minuti della sua vita. Un’ora valeva, proporzionalmente, una revoca maggiore. Se qualcuno arrivava continuamente in ritardo, poteva, una domenica notte, trovarsi a ricevere una comunicazione del Maestro Cronometrista, con la quale lo si informava che il suo tempo era scaduto, e che sarebbe stato “spento” a mezzogiorno in punto di lunedì, è pregato di sistemare i suoi affari, signore.
E così, con un semplice espediente scientifico (sfruttando un procedimento scientifico tenuto ben segreto dall’ufficio dell’Uomo del Tic-Tac), veniva tenuto in piedi il Sistema. Era l’unica soluzione pratica. Dopotutto, era patriottica. Bisognava rispettare le tabelle di marcia. Dopotutto, c’era una guerra in corso!
Ma non c’era sempre?
