Poiché, servendosi di clave e di selci, le loro mani avevano finito con l’acquisire una destrezza che non si riscontrava in alcun’altra specie del regno animale, e avevano consentito agli uominiscimmia di costruire strumenti ancora migliori, i quali, a loro volta, erano riusciti a perfezionare ulteriormente le loro membra e la loro mente. Fu un processo sempre più veloce e cumulativo, e al suo termine venne a trovarsi l’uomo.

I primi veri uomini possedevano armi e utensili soltanto un poco migliori di quelli dei loro antenati di un milione d’anni prima, ma sapevano servirsene con un’abilità di gran lunga maggiore. E a un certo momento, nei secoli tenebrosi trascorsi precedentemente, avevano inventato lo strumento più essenziale d’ogni altro, sebbene non potesse essere né veduto né toccato. Avevano imparato a parlare, conquistando così la prima loro grande vittoria sul Tempo. Ora le conoscenze di una generazione potevano essere tramandate a quella successiva, per cui ogni epoca era in grado di profittare di quelle passate.

A differenza dagli animali, che conoscevano soltanto il presente, l’uomo aveva acquisito un passato; e incominciava a brancolare verso il futuro.

Stava imparando, inoltre, a imbrigliare le forze della natura; domando il fuoco, aveva gettato le basi della tecnica, e si era lasciato molto indietro le proprie origini animalesche. La pietra fu sostituita dal bronzo, e poi dal ferro. Alla caccia seguì l’agricoltura. La tribù divenne il villaggio, il villaggio la cittadina. La parola diventò eterna, grazie a certi segni sulla pietra, sull’argilla e sul papiro. Dopo non molto tempo, l’uomo inventò la filosofia e la religione. E popolò il cielo, non del tutto a torto, di dèi.

Mentre il suo corpo diventava sempre più indifeso, i suoi mezzi di offesa si facevano sempre più spaventosi. Con la pietra e il bronzo e il ferro e l’acciaio aveva percorso la gamma di tutto ciò che poteva penetrare e tagliare, e molto presto era riuscito a imparare il modo di abbattere le sue vittime da lontano. La lancia, l’arco, l’arma da fuoco e infine il missile teleguidato gli avevano dato armi di portata infinita e di una quasi infinita potenza.



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