
Sebbene la necessità della collaborazione internazionale fosse più urgente che mai, rimanevano tante frontiere quante in ogni epoca precedente. In un milione di anni, il genere umano aveva perduto ben pochi dei suoi istinti aggressivi; lungo confini simbolici visibili soltanto agli uomini politici, le trentotto potenze nucleari si sorvegliavano a vicenda con ansia bellicosa. Tra tutte, possedevano un megatonnellaggio sufficiente a eliminare l’intera crosta superficiale del pianeta. E anche se, miracolosamente, nessuno aveva impiegato armi atomiche, una simile situazione difficilmente si sarebbe potuta protrarre in eterno.
E ora, per loro motivi imperscrutabili i cinesi stavano offrendo alle più piccole nazioni una completa capacità nucleare di cinquanta testate belliche e di altrettanti missili. Il costo era inferiore ai duecento milioni di dollari, e potevano essere concesse facilitazioni di pagamento.
Forse cercavano soltanto di puntellare la loro barcollante economia, tramutando in liquidità sistemi di armamenti superati, come avevano supposto taluni osservatori; o forse avevano scoperto sistemi di guerra così progrediti da non avere più alcuna necessità di simili giocattoli; si era parlato di radioipnosi mediante trasmittenti su satelliti, di virus potenziati, e di ricatto per mezzo di malattie sintetiche, delle quali essi soli possedevano l’antidoto. Queste idee incantevoli erano quasi certamente propaganda o pura fantasia, ma non sembrava prudente non tenerne affatto conto.
Ogni volta che Floyd si allontanava dalla Terra, si domandava se l’avrebbe trovata ancora al momento del ritorno.
