
«Credevo che questo non potesse accadere nell’astronomia. La meccanica celeste non dovrebbe essere una scienza esatta? Almeno così è sempre stato detto a noi poveri, ottusi biologi.»
«È una scienza esatta, quando vengono presi in considerazione tutti i dati. Ma intorno a Io accadono alcune cose molto strane. A parte i vulcani, si determinano tremende scariche elettriche… e il campo magnetico di Giove ruota ogni dieci ore. Pertanto la gravitazione non è la sola forza ad agire sulla Discovery; avremmo dovuto pensarci prima… molto prima.»
«Be’, non si tratta più di un tuo problema… E di questo dovresti essere grato.»
Il tuo problema… Le stesse precise parole che aveva pronunciato Dimitri. E Dimitri quell’astuta, vecchia volpe! lo conosceva da molto più tempo di Caroline.
Poteva non essere il suo problema, ma lui continuava a sentirsi responsabile. Sebbene molti altri fossero stati coinvolti, in ultima analisi egli aveva approvato i piani relativi alla Missione Giove, dirigendone poi l’attuazione.
E, sin da allora, era stato tormentato dai dubbi: i suoi punti di vista in quanto scienziato contrastavano con i suoi doveri in quanto burocrate. Avrebbe potuto parlare apertamente e opporsi alla miope politica dell’amministrazione precedente anche se continuava ad essere incerto riguardo a in quale misura l’atteggiamento da lui assunto avesse contribuito al disastro.
Forse sarebbe stato preferibile se avesse considerato chiuso quel capitolo della sua vita, per concentrare ogni pensiero e ogni energia sulla nuova carriera. Ma, in cuor suo, egli sapeva che questo era impossibile; anche se Dimitri non avesse fatto rivivere precedenti rimorsi, essi sarebbero affiorati alla superficie di loro iniziativa.
