
Il colonnello rimise con cura la busta nella borsa di cuoio e fece scattare le serrature.
«Il dottor Millson gradirebbe che lei gli telefonasse al più presto possibile.»
«Lo so, ma non dispongo di un circuito sicuro, stanno per giungere qui alcuni visitatori importanti e il diavolo mi porti se andrò in macchina fino al vostro ufficio di Hilo soltanto per dirgli che ho letto i due documenti. Gli riferisca che li ho studiati attentamente e che aspetto con interesse ulteriori comunicazioni.»
Per un momento il colonnello parve sul punto di protestare. Poi ci ripensò, si congedò con freddezza e se ne andò imbronciato nella notte.
«Ma che cos’è questa storia?» domandò Caroline. «Non stiamo aspettando alcun visitatore questa sera, importante o meno.»
«Non sopporto di essere comandato a bacchetta, specie da Victor Millson.»
«Scommetto che ti ritelefonerà non appena avrà avuto il rapporto del colonnello.»
«Allora dovremo togliere il video e fare un po’’ di baccano, come se fosse in corso un ricevimento. Ma, per essere del tutto sincero, a questo punto non ho davvero niente da dirgli.»
«A proposito di che cosa, se mi è consentito domandarlo?»
«Scusami, cara. Sembra che la Discovery ci stia giocando un brutto tiro. Ritenevamo che l’astronave fosse su un’orbita stabile, e invece potrebbe essere sul punto di schiantarsi.»
«Su Giove?»
«Oh, no… questo è assolutamente impossibile. Bowman l’aveva lasciata parcheggiata nel punto interno di Lagrange, lungo il limite tra Giove e Io. Sarebbe dovuta restare là, più o meno, anche se le perturbazioni delle lune esterne l’avrebbero fatta oscillare avanti e indietro. Invece, quello che sta accadendo adesso è qualcosa di molto strano, e non conosciamo la vera spiegazione. La Discovery si sta spostando sempre e sempre più rapidamente verso Io sebbene talora acceleri e talora addirittura torni indietro. Se le cose continueranno in questo modo, l’impatto avrà luogo entro due o tre anni.»
