«Be’, io non mi sento affatto un vichingo. Non vado in cerca di bottino e l’avventura è l’ultima cosa che desidero.»

«Allora perché… no, non voglio cominciare un nuovo litigio. Ma sarebbe di aiuto per entrambi se tu sapessi esattamente quali sono i tuoi moventi.»

«Vorrei poterti dare una sola buona ragione. Posso darti invece tutta una serie di ragioni non molto importanti. Ma, tutte insieme, mi costringono a una decisione alla quale non posso oppormi… credimi.»

«Ti credo. Ma sei sicuro di non ingannare te stesso?»

«Se mi inganno, si ingannano anche innumerevoli altre persone. Compreso, consentimi di ricordartelo, il Presidente degli Stati Uniti.»

«È improbabile che possa dimenticarlo. Ma supponi — limitati a supporlo — che egli non te lo avesse chiesto. Ti saresti offerto volontariamente di partire?»

«A questa domanda posso risponderti con sincerità: no, non mi sarebbe mai passato per la mente. La telefonata del Presidente Mordecai ha costituito il più grande choc della mia vita. Però, ripensandoci, mi sono reso conto che egli aveva assolutamente ragione. Sai che non approvo la falsa modestia. Sono l’uomo più qualificato per questo compito… se i medici spaziali daranno l’okay definitivo. E tu dovresti sapere che sono ancora abbastanza in forma.»

Queste parole fecero affiorare il sorriso cui egli aveva mirato.

«A volte mi domando se ti saresti offerto di tua iniziativa.»

L’idea gli era effettivamente passata per la mente; ma poté rispondere con franchezza.

«Non lo avrei mai fatto senza prima consultarmi con te.»

«Sono lieta che tu non mi abbia consultata. Non so che cosa ti avrei detto.»

«Potrei ancora opporre un rifiuto.»

«Ora stai dicendo una sciocchezza, e lo sai. Se anche tu opponessi un rifiuto, mi odieresti per tutto il resto della tua esistenza… e non riusciresti mai a perdonare te stesso. Hai troppo spiccato il senso del dovere. Forse è questa una delle ragioni per cui ti ho sposato.»



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