
«E come interpretate il suo spostamento Doppler?»
«Del tutto impossibile, naturalmente. Quando non ci è più giunto il segnale, egli si stava allontanando a un decimo della velocità della luce. E aveva raggiunto questa velocità in meno di due minuti. Un quarto di milione di gravità!»
«Sicché deve essere rimasto ucciso all’istante.»
«Non fingere di essere ingenuo, Woody. Le radio delle vostre capsule spaziali non sono costruite per resistere anche soltanto a un centesimo di quell’accelerazione. Se le radio hanno resistito, deve aver resistito anche Bowman… almeno finché non abbiamo perduto il contatto.»
«Mi limitavo a fare una valutazione indipendente delle vostre deduzioni. Da quel momento in poi siamo al buio tanto quanto voi. Ammesso che voi lo siate.»
«Stiamo soltanto trastullandoci con un gran numero di supposizioni pazzesche che mi vergognerei di riferirti. Eppure non una di esse, sospetto, sarà, anche soltanto per il cinquanta per cento, pazzesca come la verità.»
Simili a piccole esplosioni cremisi, le luci di avvertimento ammiccarono tutto intorno a loro, e le tre esili torri che sostenevano il complesso dell’antenna cominciarono a splendere come fari sullo sfondo del cielo man mano più buio. L’ultimo orlo rosso del sole scomparve dietro le alture circostanti; Heywood Floyd aspettò il «raggio verde», che non aveva mai veduto. Una volta di più, rimase deluso.
«Dunque, Dimitri» disse «arriviamo al nocciolo della questione. A che cosa stai mirando, esattamente?»
«Deve esservi una quantità enorme di informazioni inestimabili accumulata nelle banche dati della Discovery; presumibilmente le state ancora vagliando, sebbene l’astronave abbia smesso di trasmettere. Vorremmo poterne disporre.»
