
Fu solo per caso (se questa espressione, «per caso», ha un senso) che sir Lawrence si trovò a occuparsi personalmente dell’industria aerospaziale. Egli era naturalmente presente nell’industria aeronavale, ma di essa si occupavano i suoi cinque figli maschi. A sir Lawrence stavano a cuore soprattutto i media — i giornali (quei pochi quotidiani rimasti), i libri, le riviste (sia su carta sia elettroniche) e soprattutto le grandi reti televisive planetarie.
Poi a un certo punto acquistò l’antico e bellissimo Hotel Peninsula, che agli occhi del ragazzetto cinese di un tempo era sembrato il simbolo stesso della ricchezza e del potere, e ne fece la sua residenza privata. Lo circondò di un bel parco, ricorrendo al semplice espediente di spostare nel sottosuolo alcuni grandi centri commerciali (e così facendo guadagnò una fortuna con una sua società di recente costituzione, la Scavi e Movimenti Terra a Mezzo Laser, e stabilì un precedente subito imitato da molte altre grandi città).
Un giorno, mentre ammirava il panorama della città in fondo alla baia, stabilì che si rendeva necessaria un’ulteriore modifica. Da decenni ormai ai piani più bassi del Peninsula la visuale era impedita da un grande edificio rotondo che sembrava una palla da golf schiacciata a metà. Quell’edificio, stabilì sir Lawrence, doveva scomparire.
Ma il direttore del Planetario di Hong Kong — che veniva considerato tra i cinque planetari più belli del mondo — era di diverso avviso, e molto presto sir Lawrence scoprì con piacere che esisteva qualcuno che non era disposto a lasciarsi comprare a nessun prezzo. Tra i due nacque una bella amicizia, ma quando il dottor Hessenstein preparò una proiezione particolare in occasione del sessantesimo compleanno di sir Lawrence, non sapeva che così facendo avrebbe cambiato la storia del sistema solare.
