Il sistema che noi usiamo è arbitrario, mentre il sistema binario è fondamentale; è basato sul positivo e sul negativo, sì e no, punto e linea… è universale.» Si volse verso di lei: i suoi occhi erano iniettati di sangue, febbricitanti di tensione e di eccitazione. «’La filosofia è scritta in linguaggio matematico.’ Ricorda? Stiamo appunto superando la barriera!»

«Sarà meglio che rimandiamo l’inaugurazione,» disse Osborne. «Non vogliamo che questa storia finisca sulla Social Gazette.»

«Perché no?»

Osborne appariva inquieto. «Non si può dire o fare nulla senza permesso.» Non c’era niente più semplice di questa affermazione nella sua concezione del mondo. Nella sua mente ciò che accadeva a Bouldershaw Fell era la parte minore di un piano d’accordi, intricato e complesso, sullo sfondo del quale si profilavano tutte le cose che Vandenberg rappresentava. Tutto doveva venire pesato e vagliato con ogni precauzione.

«Che devo comunicare alla stampa?» gli chiese Judy.

«Nulla.»

«Nulla?»

«Siamo una società segreta o che diavolo?» Fleming lo fissò sprezzante, ma Osborne cercò di apparire ufficiale e ragionevole al tempo stesso.

«Non potete diffondere delle informazioni confuse come queste. C’è altra gente che deve essere consultata, e inoltre si potrebbero avere delle manifestazioni di panico: astronavi, dischi volanti, mostri con occhi da basilisco. Tutti gli idioti del paese crederanno di vederne. E poi potrebbe trattarsi di una cosa qualsiasi… No, nulla deve apparire sui giornali, Miss Adamson.»

Lasciarono Fleming in ebollizione e andarono nell’ufficio del professore per telefonare al Ministero; poi ripartirono.

Al Lion di Bouldershaw la stampa era già cominciata ad arrivare per occuparsi della cerimonia dell’inaugurazione. Judy fece entrare Reinhart e Osborne da una porticina posteriore in una piccola saletta, dove venne loro servita piuttosto tardi la cena; schivavano così la crescente falange dei corrispondenti scientifici, accampati nel salone. Tra un piatto e l’altro Osborne faceva prudenti sortite in direzione della cabina telefonica, e ogni volta tornava visibilmente più depresso e infastidito.



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