«Che ha detto il ministro?»

«Ha detto… ‘Consultate Vandenberg.’»

Finirono di mangiare senza molta voglia della carne piuttosto fredda, poi Osborne uscì di nuovo.

«Che ha detto Vandenberg?»

«Cosa credete che potesse dire? ‘Acqua in bocca su tutto.’»

Judy doveva comunicare alla stampa, l’indomani, che la inaugurazione era stata differita a causa di un intoppo tecnico, e nulla di più. Ogni ulteriore comunicato sarebbe stato fatto da Londra alle redazioni di Fleet Street.

Con ogni precauzione riuscirono ancora a scivolare fuori dalla porta posteriore senza essere notati.

Mezz’ora più tardi l’auto di Fleming si fermava davanti all’albergo, e lo studioso, stanco e assetato, spariva nel salone.


Quella sera il messaggio fu di nuovo captato. Proseguì per tutta la notte e fu registrato a turno da Fleming e da Bridger, e non soltanto i punti e le linee che erano facili a udirsi, ma anche la parte del messaggio trasmessa ad alta velocità. Il mattino seguente Dennis Bridger scese da solo a Bouldershaw, e Harries lo seguì. Dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio di Town Hall, Bridger si incamminò lungo il selciato di una via laterale verso la parte bassa della città. Harries lo seguiva a piedi, a un isolato di distanza. Con un impermeabile al posto del suo solito grembiule, Harries assomigliava più a un bandito irlandese che a un uomo delle pulizie, e stava molto attento a non farsi scorgere da Bridger. Ma proprio Harries non notò una coppia di persone sul marciapiede, sul lato opposto della strada, accanto a una piccola porta che recava l’insegna James Oldroyd, allibratore. C’era molta gente lì attorno: due persone che parlassero insieme passavano inosservate.



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