Baley pensò: una volta era più semplice. Tutto era più semplice. Ecco perché c’erano tanti appassionati del medioevo.

Il medievalismo, come lo chiamavano, assumeva diversi aspetti. Per il poco fantasioso Julius Enderby consisteva nell’adozione di oggetti arcaici (occhiali, finestre).

In Baley si manifestava come amore per la storia, e in particolare la storia delle abitudini popolari.

Pensare alla Città di oggi, la New York in cui abitava e viveva… Più grande di qualsiasi altra metropoli con l’eccezione di Los Angeles. Più popolosa di qualunque altra, con l’eccezione di Shangai. E aveva solo tre secoli.

Naturalmente, nella stessa area geografica in cui sorgeva New York City c’era stato qualcosa anche prima, perché quell’antico sito umano aveva almeno tremila anni, ma solo da trecento si poteva parlare di una Città in senso moderno.

Non c’erano autentiche Città, prima. Solo mucchi di abitazioni grandi e piccole, all’aria aperta. Somigliavano un po’ alle cupole degli Spaziali, anche se in realtà erano molto differenti. Questi agglomerati (il più grande raggiungeva a stento i dieci milioni di abitanti, e molti si limitavano a un milione) erano seminati su tutta la Terra, a migliaia. Secondo gli standard attuali erano entità del tutto inefficienti sul piano economico.

L’efficienza si era fatta strada sulla Terra con l’aumento della popolazione. Due miliardi d’abitanti, tre, perfino cinque potevano essere sopportati dal pianeta mediante il costante abbassamento del tenore di vita. Quando la popolazione arriva a otto miliardi, tuttavia, la fame diventa un problema quotidiano. La cultura dell’uomo doveva subire una svolta radicale, specie se si considerava che i Mondi Esterni (che fino a mille anni prima erano stati semplici colonie della Terra) avevano posto limiti severi all’immigrazione.



16 из 225