Anche se per fortuna non è durata tanto. Invece chi non si è proprio fatta vedere quel giorno, neanche un ciao o come va o un messaggino sul cel tanto per far sentire la sua solidarietà, è stata Ale. Mia sorella Alessandra. Che poi non sono mica sicura che sia mia sorella. Cioè, è l'opposto di me. Capelli scuri, lunghi, alta 1,65, formosa, anche troppo, con un seno che secondo me rasenta la quarta, trucco a gogò esattamente come il cambio uomini che fa, uno ogni mezza stagione. E per questo non poche volte è stata messa in punizione, eppure io ero sempre lì, puntuale e solidale con lei, con il suo dolore, più o meno reale forse. Ma chi siamo noi per mettere in discussione ciò che provano gli altri? E qui faccio un po'"la filosofa... E comunque io c'ero tutte le volte, mentre lei non si è fatta proprio vedere.

Forse perché ormai, anche con il fatto che abbiamo cambiato camera, le cose non sono più le stesse. Boh. Ma non ci voglio pensare. D'altronde ho un ottimo supporto in R. J. e questo è quello che conta. Anche perché chi mi ha sempre ricaricato il telefonino è stato lui, non certo lei... Ma non voglio sembrare troppo opportunista.

Comunque, ritorniamo al mio programma. E l'altra cosa che voglio assolutamente fare è questa:

3) i giornali.

"Buongiorno, Carlo, che mi da?"

"Eh già, Carolina... che ti do?"

Ha ragione a essere perplesso. Le ultime volte che sono andata da un giornalaio è stato per le "Winx" e "Cioè". E solo da un mese e mezzo che leggo "Repubblica". Cioè non per darmi delle arie, ma alla fine mi sono interessata sul serio. Lo trovavo a casa sua e ogni tanto me ne stavo in salotto perché "lui" aveva da fare con i suoi amici. E così mi sono messa a leggerla. All'inizio lo facevo più per, come si dice, sì insomma darmi un po'"d'importanza o comunque sentirmi occupata. Insomma che non stavo sprecando il mio tempo e che questo non dipendeva solo da lui e dalle sue decisioni.



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