Qual è la visione del mondo corretta? Quella dei greci, che credevano che i nostri destini fossero ineluttabili, o quella di chi oggi insiste nell’affermare che siamo padroni dei nostri futuri? Trovo certamente piú attraente l’idea moderna, ma la semplice attrazione non è un motivo abbastanza ragionevole affinché un essere razionale creda che sia vero. Esiste davvero una qualunque valida ragione per accettare la nostra fiducia nel libero arbitrio che sia più valida della credenza greca nella predeterminazione?

Come scrittore di fantascienza, ho iniziato a chiedermi cosa potessero dirci la fisica e la meccanica quantistica riguardo a questa antichissima questione. E con mia grande sorpresa la risposta è notevole, e in buona parte, a partire dal lavoro di Hermann Minkowsky, giunge all’allarmante conclusione che il futuro è davvero già segnato, come il passato.

State per iniziare a leggere il mio romanzo… ma la fine della vicenda è già fissata, stampata in modo immutabile sull’ultima pagina di questo libro. Non sapete ancora come andrà a finire, e speriamo che l’itinerario vi sorprenda lungo il cammino, ma la conclusione è inevitabile. E le nostre vite sono così — un libro che è stato già scritto, con una conclusione tragica o felice già scritta nella pietra? E l’‘adesso’ è semplicemente la pagina che tutte le nostre menti si trovano a contemplare? E cosa succederebbe se di colpo le nostre menti facessero un salto di un centinaio di pagine, per leggersi una scena al di fuori della sequenza, o un capitolo che deve ancora giungere?

Questa è la premessa di Avanti nel tempo e spero che vi divertirete a leggerlo. Ma fatemi un favore: non andate a guardare il finale…




2 из 314