
Robert J. Sawyer
Solaria, maggio 2
Per Richard M. Gotlieb
Richard e io ci siamo conosciuti per la prima volta al liceo nel 1975. Già da allora prevedevamo futuri differenti per noi due. Ma una cosa sembrava assolutamente chiara: per quanti anni potessero passare, saremmo sempre rimasti amici. Adesso è trascorso un quarto di secolo, e io sono felice che almeno quella parte si sia rivelata esattamente come l’avevamo prevista.
LIBRO I
Aprile 2009
1
Primo giorno: martedì 21 aprile 2009Una frattura nello spaziotempo…
Il centro di controllo del Grande collisore per Adroni (Large Hadron Collider, LHC) del CERN era nuovo: era stato autorizzato nel 2004 e completato nel 2006. Comprendeva un cortile centrale, inevitabilmente chiamato ‘il nucleo’. Ogni ufficio aveva una finestra che si affacciava o verso il nucleo o verso l’esterno, sul vasto campus del CERN. Il quadrilatero che circondava il nucleo aveva due piani, ma gli ascensori principali facevano quattro fermate: una a ciascuno dei due piani, una al piano terra, in cui si trovavano le caldaie e i magazzini, e la quarta al livello meno novantanove metri, da dove si raggiungeva una delle stazioni della monorotaia utilizzata per percorrere la galleria circolare di ventisette chilometri del collisore. La galleria stessa correva sotto terreni agricoli, alla periferia dell’aeroporto di Ginevra, e ai piedi delle montagne del Giura.
La parete meridionale del corridoio principale del centro di controllo era divisa in diciannove lunghe sezioni, ciascuna delle quali era stata decorata con un mosaico realizzato da un artista di uno dei paesi membri del CERN.
