Sentì le sue stesse guance contrarsi mentre sorrideva. Le sue mani scivolarono sotto la camicia della donna, trovarono il suo seno… Ebbe nuovamente voglia di ritrarsi, di tirare indietro la mano. Il seno era morbido e avvizzito, la pelle flaccida e pendula, come un frutto andato a male. Le dita si unirono, seguendo i contorni del seno, trovando il capezzolo.

Lloyd avvertì una pressione giù in basso. Per un orribile momento pensò che stava per avere un’erezione, ma non era così. Invece, tutto a un tratto, vi fu un senso di pienezza nella vescica; doveva urinare. Ritrasse la mano e vide le sopracciglia della vecchia sollevarsi in un’espressione interrogativa. Lloyd riuscì a sentire le sue spalle che si alzavano e si abbassavano, una piccola scrollata. La donna gli sorrise… un sorriso caldo, un sorriso di comprensione, come se quella fosse la cosa più naturale al mondo, come se lui dovesse scusarsi spesso per quel fatto. I denti di lei erano appena gialli — il semplice giallo dell’età — ma per il resto erano perfetti.

Alla fine il suo corpo fece ciò che lui aveva desiderato fin dall’inizio: rotolò via dalla donna. Lloyd provò dolore al ginocchio, mentre si girava, un colpo secco. Faceva male, ma lo ignorò ostentatamente. Calò le gambe fuori dal letto, e i piedi sfiorarono appena il pavimento di legno duro e freddo. Era metà mattina o metà pomeriggio, l’ombra proiettata da un albero si disegnava netta sul successivo. Un uccello si era fermato a riposare sopra un ramo; sobbalzò all’improvviso movimento nella stanza da letto e volò via. Un pettirosso: il grosso tordo nordamericano, non il piccolo pettirosso del vecchio mondo. Non c’erano dubbi: Stati Uniti o Canada. In effetti ricordava il New England… Lloyd amava i colori dell’autunno nel New England.

Si trovò a muoversi lentamente, quasi strascicando i piedi, sopra le assi di legno.



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