
Si ritrasse.
No… no, non era esatto. Fisicamente non reagì affatto; fu come se il suo corpo si fosse separato dalla sua mente. Ma provò la sensazione di ritrarsi.
L’altra persona era una donna, ma…
Che diavolo stava succedendo?
Era vecchia, grinzosa, con la pelle traslucida, i capelli simili a una ragnatela bianca. Il collagene che un tempo aveva riempito le sue guance si era sedimentato come bargigli sui lati della bocca, una bocca che adesso sorrideva, le linee di quel sorriso perse in mezzo alle rughe permanenti.
Lloyd tentò di rotolare via da quella megera, ma il suo corpo si rifiutò di collaborare.
In nome di Dio, che stava succedendo?
Era primavera, non autunno.
A meno che, naturalmente, non si trovasse nell’emisfero meridionale. Trasportato chissà come dalla Svizzera all’Australia…
Ma no. Gli alberi che aveva scorto al di là della finestra’ erano aceri e pioppi; doveva essere il Nord America o l’Europa…
La sua mano si protese. La donna indossava una camicia blu scuro. Non era la parte superiore di un pigiama, però; aveva delle spalline sbottonate e diverse tasche… un capo d’abbigliamento di tipo militare, in tela di cotone, del tipo che si può acquistare da L. L. Bean o da Tilley, quello che potrebbe indossare una donna pratica del giardinaggio. Adesso Lloyd sentì le sue dita che accarezzavano la stoffa, che ne saggiavano la morbidezza, la flessuosità. E poi…
E poi le sue dita trovarono il bottone, duro, di plastica, riscaldato dal corpo di lei, traslucido come la sua pelle. Le dita strinsero senza esitazione il bottone, lo sospinsero verso l’esterno, lo fecero scivolare di lato attraverso la cucitura in rilievo intorno all’asola. Prima che la camicia si aprisse del tutto, lo sguardo di Lloyd, che ancora agiva di iniziativa propria, tornò a sollevarsi sul volto della vecchia, e si fissò sui suoi pallidi occhi azzurri, le cui iridi erano circondate da anelli spezzati di bianco.
