Mia madre faceva l’interprete presso il Tribunale dei Mondi Esterni. Fino ai sette anni sono stata la monella più viziata di tutto il Centro Stellare. Non c’erano molti altri bambini. Ci trasferimmo su Urano-XXVII nel ’52. A dodici anni conoscevo già sette lingue terrestri e riuscivo a farmi capire in altre cinque extraterrestri. Riuscivo a imparare le lingue così come altre persone imparavano i testi delle canzoni più in voga. I miei genitori morirono durante il secondo embargo.

— Eravate su Urano durante l’embargo?

— Sapete che cosa successe?

— So che i Pianeti Esterni furono colpiti molto più duramente di quelli Interni.

— Allora non lo sapete. Comunque, sì, fu molto più duro. — Tirò un profondo sospiro, a quei ricordi che ancora la sorprendevano. — Temo che un solo bicchiere sia troppo poco per farmi parlare di queste cose. Quando uscii dall’ospedale, c’era la possibilità che avessi sofferto lesioni cerebrali.

— Lesioni cerebrali…?

— Dovreste conoscere gli effetti della denutrizione. Aggiungeteci un’epidemia di neurosciatica.

— So di quell’epidemia.

— Comunque, venni mandata sulla Terra presso una coppia di zii per essere sottoposta a neuroterapia. Solo che non ne ebbi alcun bisogno. Non so se la causa sia stata psicologica o fisiologica, ma uscii da quella situazione dotata di una memoria verbale totale. C’ero andata molto vicina anche negli anni precedenti della mia vita, e così non mi parve poi tanto strano. Ma adesso possedevo anche un controllo perfetto delle tonalità.

— Di solito questo fenomeno non si accompagna a una velocissima capacità di calcolo e a una memoria eidetica? Sono qualità fondamentali per un crittografo.

— Sono una buona matematica, ma non un calcolatore lampo. Ho riflessi veloci per sollecitazioni visive e le relazioni spaziali (sogni in technicolor e cose del genere) ma la mia memoria totale è strettamente verbale.



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