— No.

— Generale, benché quella gente sappia tutto a proposito dei codici, non conosce quasi nulla della reale natura del linguaggio. Questo genere di specializzazione idiota è stato uno dei motivi per cui mi sono rifiutata di lavorare con loro negli ultimi sei anni.

“Chi è questa donna?” si chiese ancora il generale. L’incartamento con il suo nome gli era stato portato quella mattina da un uomo della Sicurezza, ma lui lo aveva passato al suo aiutante e solo più tardi aveva notato che era stato stampigliato con un rosso ’Approvato’. Udì se stesso dire: — Forse, se mi raccontaste qualcosa di più sul vostro conto, signorina Wong, potrei parlare più liberamente. — Si accorse di aver pronunciato quelle parole con calma misurata e con sicurezza. Era illogico, eppure… lei lo stava forse guardando con ironia?

— Che cosa volete sapere?

— Quello che già conosco si riduce a ben poca cosa: il vostro nome, e il fatto che qualche tempo fa avete lavorato per il nostro Dipartimento Crittografico. So che quando ve ne siete andata eravate molto giovane, ma che la vostra reputazione era già notevole. Per questo motivo le persone che si ricordavano di voi, a sei anni di distanza, dopo aver perso inutilmente il sonno per un mese su Babel-17, hanno concluso all’unanimità dicendo: “Mandatelo a Rydra Wong”. — Fece una pausa. — E voi mi dite di avere già raggiunto qualche risultato. Dunque, avevano ragione.

— Beviamo qualcosa — disse lei.

Il barista fece una puntata nella loro direzione e si allontanò quasi subito, lasciando sul banco due bicchierini colmi di un liquido verde e torbido. Lei bevve un sorso, osservando il generale. “I suoi occhi” pensò il generale “sembrano inclinati come due ali colte di sorpresa.”

— Non sono nata sulla Terra — disse lei. — Mio padre era ingegnere alle comunicazioni sul Centro Stellare X-11-B appena oltre Urano.



7 из 208