— Larga circa quanto il Canyon Hogart, vuoi dire? Sì.

— Tu sei una betana, e inoltre una donna con una reputazione a livello galattico.

— Oh, smettila, adesso.

— È così che ti vedono qui. Io non credo che tu capisca l’immagine che hai su questo pianeta. La cosa è molto lusinghiera per me, fra l’altro.

— Io speravo d’essere invisibile. Francamente non pensavo d’essere popolare, dopo quello che io e gli altri abbiamo fatto al tuo fianco, a Escobar.

— La nostra cultura è così. La gente perdona quasi tutto a un bravo soldato. E tu, nella tua persona, unisci due estremi: l’aristocrazia militare isolazionista e la democrazia popolare progalattica. Io sono convinto di poter arrivare, attraverso te, al cuore della Lega per la Difesa del Popolo, se tu sei disposta a giocare qualche carta per me.

— Santo cielo, Aral. Da quanto tempo ci stai pensando?

— A questo problema, da molto tempo. Tu puoi essere una parte della soluzione, oggi come oggi.

— In che modo? Vestendo i panni della figura di punta per una specie di partito costituzionalista?

— No, no, questo è proprio il genere di cosa che io dovrò giurare, sul mio onore, di impedire che accada. Fare del Principe Gregor un Imperatore destituito del potere che gli spetta non si accorderebbe allo spirito del mio giuramento. Ciò che spero… ciò che voglio, è trovare un modo di portare gli uomini migliori di ogni classe e lingua e partito al servizio dell’Imperatore. I Vor hanno una riserva di talenti semplicemente troppo ristretta. Io desidero dare alla struttura del governo una funzionalità da pattuglia d’assalto, vale a dire con la capacità individuale messa in prima linea senza riguardo per l’origine sociale di chi ha dei meriti.



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