Nella maggior parte di questi cicli narrativi lo spunto è il medesimo: esplorare un concetto o un pianeta che, al pari del divenire storico, non esaurisce mai le sorprese e al quale si possono aggiungere nuove idee, eventi e punti di vista. Quindi, qualcosa che continua a evolversi.

Ormai consacrata come la novità di maggior spicco nell’affollato scaffale della storia futura, Lois McMaster Bujold continua con Barrayar la saga del suo impero galattico del lontano futuro. I lettori americani hanno scoperto i romanzi di Vorkosigan nel 1986 con Shards of Honor che per la prima volta presentava ai lettori il pianeta Barrayar e l’ammiraglio Aral Vorkosigan. Barrayar è uno dei numerosi pianeti colonizzati dai Terrestri attraverso l’uso di wormholes, "corridoi" spaziali che permettono di coprire anni luce di distanza in pochi istanti; ma capita sempre qualche imprevisto (nel caso di Barrayar, il wormhole si è chiuso senza preavviso) e allora la civiltà regredisce mentre i vari pianeti perdono ogni contatto fra di loro.

Successivamente, i mondi rimasti isolati tentano di entrare nuovamente a far parte di un governo interplanetario, ristabilendo i legami con le altre civiltà che nel frattempo hanno preso vie indipendenti nel tentativo di difendersi e di assicurarsi un futuro. Nel corso di questo processo, i pianeti passano attraverso tutte le differenti forme di organizzazione sociale e politica già sperimentate dall’umanità sulla Terra. Barrayar, per esempio, non fa altro che instaurare una monarchia costituzionale dopo un periodo di forti potentati (non diversamente dall’Inghilterra sotto la Magna Carta), in parte a causa delle forti minacce provenienti dagli altri pianeti.

La saga di Vorkosigan è continuata sempre nel 1986 con The Warrior’s Apprentice, il primo romanzo su Miles Vorkosigan, il fragile e deforme figlio di Aral che è l’eroe principale di questa serie di romanzi.



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