
Eragon vide una luce muoversi dietro una finestra mentre entrava sotto il portico. «Zio, sono Eragon. Aprimi.» Dapprima, e per un istante, si dischiuse una finestrella, poi la porta si spalancò. Sulla soglia c'era Garrow. I vestiti logori gli pendevano addosso come stracci su un manico di scopa. Un paio di occhi penetranti su un volto emaciato fissarono Eragon da sotto i capelli grigi. Sembrava un uomo che fosse stato parzialmente mummificato prima che scoprissero che era ancora vivo. «Roran dorme» rispose allo sguardo interrogativo di Eragon.
Una lanterna tremolava su un tavolo di legno così vecchio che le venature formavano cordoncini simili a impronte digitali di un gigante. Sulla parete accanto alla stufa era appesa una serie di utensili da cucina. Una seconda porta conduceva al resto della casa. Il pavimento era di assi di legno consumate da anni di passi, .
Eragon posò lo zaino ed estrasse l'involto della carne. «E questo che cosa sarebbe? Hai comprato la carne? Dove hai preso i soldi?» domandò lo zio corrucciato, mentre il giovane apriva il pacco.
