
Eragon ricordava ancora quello che aveva provato quando Marian gli aveva raccontato la storia, prima di morire. Scoprire che Garrow e Marian non erano i suoi veri genitori l'aveva turbato nel profondo. Cose che in precendenza aveva considerato ovvie e immutabili all'improvviso erano precipitate nell'abisso del dubbio. Col tempo aveva imparato a convivere con questo pensiero, ma aveva sempre covato l'insidioso sospetto di non essere stato all'altezza di sua madre. Sono sicuro che avesse una buona ragione per lasciarmi: vorrei solo sapere quale.
Un'altra domanda lo tormentava: chi era suo padre? Selena non l'aveva detto a nessuno, e chiunque egli fosse, non era mai venuto a cercarlo. Avrebbe tanto voluto saperlo, almeno per poter avere un vero nome. Sarebbe stato bello conoscere il proprio retaggio.
Sospirò e andò al catino. Immerse le mani nell'acqua e si spruzzò il viso. Tremò nel sentire le gocce scorrergli sul collo. Rinvigorito, prese la pietra da sotto il letto e la posò su una mensola. La luce del mattino accarezzò la sua superficie perfetta, proiettando una morbida ombra sulla parete. Eragon la toccò un'ultima volta e poi corse in cucina, desideroso di stare con la sua famiglia. Garrow e Roran erano già svegli, e mangiavano pollo.
