Al suo ritorno, indossava abiti costosi e i suoi capelli erano racchiusi in una rete di perle. Aveva cercato il fratello. Garrow, e gli aveva chiesto di restare con lui fino alla nascita del bambino, che avvenne cinque mesi dopo. Appena dopo il parto, con le lacrime agli occhi, Selena chiese a Garrow e Marian di allevarle il piccolo. I due, esterrefatti, chiesero spiegazioni e fecero domande, ma la sua unica risposta, tra i singhiozzi, fu: «Devo.» Le sue suppliche diventarono sempre più disperate, e alla fine la coppia acconsentì. La madre lo chiamò Eragon; il giorno dopo partì di buon'ora e non fece mai più ritorno.

Eragon ricordava ancora quello che aveva provato quando Marian gli aveva raccontato la storia, prima di morire. Scoprire che Garrow e Marian non erano i suoi veri genitori l'aveva turbato nel profondo. Cose che in precendenza aveva considerato ovvie e immutabili all'improvviso erano precipitate nell'abisso del dubbio. Col tempo aveva imparato a convivere con questo pensiero, ma aveva sempre covato l'insidioso sospetto di non essere stato all'altezza di sua madre. Sono sicuro che avesse una buona ragione per lasciarmi: vorrei solo sapere quale.

Un'altra domanda lo tormentava: chi era suo padre? Selena non l'aveva detto a nessuno, e chiunque egli fosse, non era mai venuto a cercarlo. Avrebbe tanto voluto saperlo, almeno per poter avere un vero nome. Sarebbe stato bello conoscere il proprio retaggio.

Sospirò e andò al catino. Immerse le mani nell'acqua e si spruzzò il viso. Tremò nel sentire le gocce scorrergli sul collo. Rinvigorito, prese la pietra da sotto il letto e la posò su una mensola. La luce del mattino accarezzò la sua superficie perfetta, proiettando una morbida ombra sulla parete. Eragon la toccò un'ultima volta e poi corse in cucina, desideroso di stare con la sua famiglia. Garrow e Roran erano già svegli, e mangiavano pollo.



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