Fallo con le pecore.

Persone, pecore... che differenza fa per un drago? Poi la dragonessa scoppiò in una delle sue possenti risate di gola, un rombo cupo che ricordava quello del tuono.

Eragon scostò la schiena indolenzita dalle dure squame di Saphira e prese il bastone di legno di biancospino che giaceva al suo fianco. Se lo rigirò fra le mani, ammirando il gioco di luci sul levigato intrico di radici in cima e l'aguzzo puntale di metallo graffiato in fondo.

Roran gli aveva spinto il bastone fra le mani prima di lasciare i Varden sulle Pianure Ardenti, dicendo: "Tieni. Me lo ha fatto Fisk dopo che il Ra'zac mi aveva morso la spalla. So che hai perduto la tua spada, e potrebbe esserti utile... Se vuoi un'altra spada non c'è problema, ma ho scoperto che non c'è duello che non si possa vincere con qualche colpo di bastone ben assestato." Nel ricordare il bastone che Brom portava sempre con sé, Eragon aveva deciso di non procurarsi una nuova spada a favore di quel bastone nodoso di biancospino. Dopo aver perso Zar'roc, non aveva alcun desiderio di possederne un'altra, che sarebbe stata di sicuro inferiore. Quella notte aveva irrobustito sia il bastone che il martello di Roran con alcuni incantesimi per impedire alle due armi di spezzarsi se non in condizioni di estrema sollecitazione.

All'improvviso una serie di ricordi inconsapevoli gli affiorò alla mente: Un cielo dal malsano colore arancio e cremisi gli turbinava intorno, mentre Saphira si tuffava in picchiata per inseguire il drago rosso e il suo Cavaliere. Il vento gli ruggiva nelle orecchie... Le dita gli si intorpidirono per l'impatto quando la sua spada cozzò contro quella dell'altro cavaliere mentre duellavano sul terreno... Riuscire a strappare via l'elmo del suo nemico in pieno combattimento solo per scoprire il volto del suo amico e compagno di viaggi di un tempo, Murtagh, che credeva morto... Il ghigno di Murtagh quando gli aveva preso Zar'roc, affermando che la spada rossa gli spettava per diritto ereditario, quale suo fratello maggiore...

Eragon batté le palpebre, disorientato, mentre il fragore e il furore della battaglia svanivano e il gradevole aroma del ginepro prendeva il posto dell'odore del sangue.



20 из 808