Mentre non si hanno elementi di conoscenza completi su quello che possa essere stata una città, o sul motivo della sua esistenza, in genere si tende ad ammettere che essa abbia potuto essere una parte ristretta di territorio che ospitava e alimentava un grande numero di abitanti. Alcuni motivi della sua esistenza vengono spiegati superficialmente nel testo, ma Salta, che ha dedicato tutta una vita allo studio della leggenda, è convinto che la spiegazione sia dovuta esclusivamente alle abili improvvisazioni alle quali è dovuto ricorrere un antico narratore per sostenere un concetto impossibile. Molti studiosi concordano con Salta sulla completa mancanza di logica delle ragioni fornite dalla storia e alcuni, tra i quali Vagabondo, sono giunti perfino a sospettare che ci si possa trovare di fronte a un’antica satira, della quale si è perduto il significato.

Le maggiori autorità dell’economia e della sociologia ritengono che un organismo quale dovrebbe essere la città sia una struttura impossibile, non solo dal punto di vista economico, ma anche sociologico e psicologico. Nessuna creatura dotata del sistema nervoso complesso che è necessario per dare vita a una civiltà, dicono questi studiosi, potrebbe sopravvivere in un ambiente così ristretto. Il risultato, affermano queste autorità, ammettendo per un istante che un simile esperimento possa venire tentato, sarebbe una nevrosi di massa che in breve tempo distruggerebbe la stessa civiltà che aveva costruito la città.

Vagabondo afferma che, nel primo racconto, noi ci troviamo di fronte al mito allo stato puro, e, di conseguenza, non possiamo accettare il valore apparente di nessuna affermazione e di nessuna situazione in esso contenute; perciò, continua il Vagabondo, l’intera storia deve essere impregnata d’un simbolismo la cui chiave è andata perduta già da molto tempo. È però sconcertante il fatto che, se di mito si tratta, la sua forma non sia giunta a noi, oggi, con i concetti simbolici che sempre si associano al mito. Nel racconto invece esiste ben poco che il lettore possa interpretare in chiave mitica. Esso, anzi, è probabilmente il più duro e spigoloso tra tutti… secco e ostico, totalmente arido, senza nessuna delle sfumature di sentimenti più elevati e di ideali alati che si possono trovare nelle parti successive della leggenda.



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