«Mmm» fece Lula. «Senti, senti.»

«Dieci a uno che lo trovate al circolo sociale» suggerì Vinnie.

Una volta c’erano molti circoli sociali potenti al Burg. Erano potenti perché era lì che venivano organizzate le lotterie clandestine. Poi lo Stato del New Jersey ha legalizzato il gioco d’azzardo e in breve tempo l’industria locale delle lotterie è andata a gambe all’aria. Adesso sono rimasti pochi circoli sociali al Burg, e i loro soci se ne stanno tutti tranquillamente seduti a leggere «Modern Maturity», la rivista dell’Associazione dei pensionati, e a confrontarsi i pacemaker.

«Non credo che DeChooch sia al circolo sociale» dissi a Vinnie. «Abbiamo trovato Loretta Ricci morta nel suo capanno degli attrezzi e credo che il nostro uomo sia già in viaggio per Rio de Janeiro.»

In mancanza di qualcosa di meglio da fare, me ne andai a casa. Il cielo era coperto e aveva cominciato a piovigginare. Era pomeriggio inoltrato e vedere Loretta Ricci mi aveva scosso non poco. Lasciai l’auto nel parcheggio, aprii con una spinta la doppia porta a vetri che conduceva nel piccolo ingresso e presi l’ascensore fino al secondo piano.

Entrai nel mio appartamento e puntai dritta alla luce rossa intermittente della segreteria telefonica.

Il primo messaggio era di Joe Morelli. «Chiamami.» Il tono non era amichevole.

Il secondo messaggio era del mio amico il Luna. «Ehi, piccola» diceva «sono il Luna.» Tutto qui. Fine del messaggio.

Il terzo messaggio era di mia madre. «Perché proprio a me?» chiedeva. «Perché devo avere una figlia che trova cadaveri? Dove ho sbagliato? La figlia di Emily Beeber non trova mai cadaveri. La figlia di Joanne Malinoski non trova mai cadaveri. Perché proprio a me!»

Le notizie corrono veloci al Burg.

Il quarto e ultimo messaggio era di nuovo di mia madre. «Sto preparando un bel pollo per cena e per dolce c’è la torta rovesciata di ananas. Metto un piatto in più se non hai altri programmi.»



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