
La macchina se ne rimase immobile al suo posto. Klapaucius cominciò a fregarsi le mani, trionfante, ma Trurl lo interruppe.
«Be’» chiese «che cosa ti aspettavi? Le hai chiesto di non fare nulla, e lei nulla fa».
«Niente affatto» ribatté Klapaucius. «Le ho chiesto di fare il Nulla, e lei non sta facendo nulla».
«Nulla e nulla sono sempre nulla!»
«Calma, calma» disse Klapaucius. «La macchina avrebbe dovuto fare il Nulla, e invece non sta facendo alcunché, e di conseguenza ho vinto. Perché il Nulla, mio caro e dotto collega, non è il nulla a cui pensi tu, banale e quotidiano, figlio dell’ozio e dell’inattività, ma il Nulla aggressivo e dinamico, e perciò perfetto, unitario e ubiquitario: in altre parole la Non-esistenza estrema e suprema, presente proprio nella sua non-persona!»
«Mi stai confondendo la macchina» protestò Trurl. Ma, in quello stesso istante, si levò la voce metallica del congegno.
«Sentite» disse la macchina «come potete litigare in un momento simile? Oh, sì, so benissimo che cosa sono il Nulla e la Nullità, la Nullezza e la Nullaggine, la Non-esistenza, la Non-entità, la Negazione, il Niente, il Nihil, il Nullismo, il Nichilismo e la Nullificazione, perché tutti iniziano per N, come Nix e Nisba. Posate per l’ultima volta lo sguardo sul mondo, signori miei! Perché presto non esisterà più».
I due costruttori s’immobilizzarono bruscamente, dimentichi della loro lite, perché la macchina stava effettivamente facendo il Nulla, e lo faceva nel modo seguente: le cose, a una a una, venivano tolte dal mondo, e automaticamente cessavano di esistere, come se non ci fossero mai state. La macchina aveva già eliminato nolari, nozzi, nocchi, necchi, neotremi, nemalpingi e ninistrelli. E anche se a volte si aveva l’impressione che invece di togliere, ridurre, diminuire e sottrarre, la macchina aumentasse, aggiungesse e accrescesse qualcosa — quando fece sparire, uno dopo l’altro, nonconformismo, nonentità, nonsenso, nonadesioni, nistagmo, nocività, noia, negligenza, nausea, necrofilia e nepotismo — dopo qualche minuto il mondo cominciava già a rarefarsi a vista d’occhio, attorno a Trurl e Klapaucius.
