E ricevetti, nel medesimo istante, una vivida immagine di cos’è la Superficie. Dal momento che descriverò quest’ultima più tardi, ometto la descrizione dell’immagine mentale che ricevetti, restandone quasi abbacinato. Mi diede, comunque, da pensare. E credo sia stata una fortuna. Tanto per cominciare, se avessi spinto l’Oggetto dentro le mie fauci, come l’istinto m’induceva a fare, credo che avrei avuto non pochi problemi a digerirlo. L’Oggetto, come ebbi modo di scoprire ben presto, era fatto di quella rara sostanza solida che compare soltanto sotto forma di manufatti. Un campione del genere è stato descritto a più riprese da Glor. E lungo circa la metà del corpo d’uno Shadi, cavo, appuntito a un’estremità, con uno dei fianchi stranamente piatto, e con escrescenze dalla forma strana, aperture, e due alberi e un tubo cavo che spuntano da esso.

Come ho detto, l’Oggetto era fatto di questo strano materiale solido. Il mio senso spaziale mi disse subito che era cavo. In più, era anche pieno di gas! E ricevevo delle immagini mentali in conflitto fra loro, le quali mi dicevano che c’erano due creature vive dentro di esso! Lasciate che ripeta: c’erano due entità viventi all’interno dell’Oggetto, e vivevano nel gas invece che nell’acqua!

Ero stupefatto. Per lungo tempo non fui conscio di nient’altro che non fossero i pensieri delle creature all’interno dell’Oggetto. Tenevo saldamente l’Oggetto fra due dei miei tentacoli, sbalordito per quell’incredibile fatto. Fui estremamente incauto. Avrei potuto essere ucciso e consumato mentre me ne stavo lì, paralizzato dalla sorpresa. Ma subito mi ripresi, e tornai in fretta alla mia caverna, portando con me l’Oggetto. Mentre facevo questo, fui conscio di pensieri che esprimevano una viva sorpresa:

«Abbiamo toccato il fondo… no! Qualcosa ci ha afferrati. Qualcosa di dimensioni mostruose. Presto sarà finita, ormai…»

Non in diretta risposta, ma in modo indipendente, l’altra entità pensò cose profondamente emotive che mi è impossibile descrivere.



3 из 17