
Mentre si alzava ascoltò la sua voce come se stesse ascoltando parlare qualcun altro. — Ho sempre desiderato Lara.
Lei rimase un attimo in silenzio, con le mani ferme sui bottoni del suo soprabito. — Lara?
— Io l’amo — disse lui; e poi: — Ma tu non sei lei, e io proprio non immaginavo che sarebbe andata in questo modo. — Fece un passo indietro.
Lei rimase a bocca aperta. Per un istante il suo volto divenne una maschera di incredulità e disappunto. L’odio la consumò come il fuoco disintegra una foresta; i suoi occhi azzurri fiammeggiavano e lampeggiavano.
— È meglio che me ne vada — disse lui.
Uno dei cassetti sotto al lavandino tintinnò; lei gli si avventò contro con un coltello da cucina. Lui fece uno scarto di lato, e il coltello affondò nella sottile parete divisoria. Le afferrò un braccio con una mano e con l’altra la spinse da parte.
La porta si aprì facilmente e per fortuna verso l’esterno. Corse fuori senza ricordarsi della pista di ghiaccio dove lei pattinava.
Le gambe gli mancarono e cadde dal carro. Per un assurdo istante pensò di stare precipitando dal mondo, e di volare nello spazio. L’asfalto nero lo colpì come un pugno.
4. I Riuniti
Stava guardando da una grande altezza la sconfinata distesa di neve. Era una pianura quasi piatta, ma la luce obliqua del sole creava ugualmente lunghe ombre che si stendevano verso est, più nette e visibili delle lievi alture che le originavano.
Da nord la notte sopravvenne rapida, divorando le ombre, e trasformò la pianura in un’oscurità informe illuminata solo dal ricordo della luce.
