
— Be’, aveva paura che qualcuno stesse per riportarla indietro. Così mi ha detto.
L’espressione della donna dai denti di coniglio diceva “Ora sì che stiamo arrivando al punto”. Si protese verso di lui dicendo: — Riportarla dove, signor Green?
Stava per chiederle come facesse a conoscere il suo nome (si era rifiutato di dirlo alla sostituta della segretaria) ma pensò che fosse meglio di no. — Questo non lo ha detto, dottoressa. Attraverso le porte, credo.
— Le porte?
— Ha parlato di porte. Poco prima di andarsene… le porte, o una sola porta, ecco come è arrivata fin qui. Se loro fossero venuti per riportarla indietro, l’avrebbero trascinata attraverso una porta, perciò ha preferito andarsene via da sola. — Quando vide che la donna dai denti di coniglio non faceva commenti, aggiunse: — Almeno questo è quello che mi è parso di capire.
— Allora queste porte potrebbero essere quelle di un istituto — disse la donna dai denti di coniglio.
— È quello che ho pensato anch’io.
— Non le è venuto in mente che quell’istituto potrebbe essere una prigione, signor Green?
Lui scosse la testa. — Lei non dava affatto quell’impressione. Sembrava come dire, in gran forma. Solo un po’ confusa.
— Le persone intelligenti che sono passate attraverso l’esperienza di un istituto danno spesso quell’idea. Mi è parso di capire che avesse più o meno la sua stessa età, giusto?
Lui annuì.
— E lei ha…?
— Trent’anni.
— Allora diciamo che anche questa bella donna che si fa chiamare Lara Morgan ha trent’anni. E se avesse commesso un grave crimine nell’adolescenza — magari un omicidio, o complicità in un omicidio — sarebbe stata mandata in un riformatorio femminile fino alla maggiore età, per poi essere trasferita in un carcere femminile a ultimare la condanna. Così potrebbe aver trascorso gli ultimi dieci o dodici anni in una prigione o in un’altra, signor Green.
