— È venuto per una bambola, signore?

Fece finta di non aver sentito. “Che posto interessante. Credo di non averne mai visto uno simile in vita mia. Piacerebbe molto a Lara” si trovò a pensare. Poi, ad alta voce, aggiunse: — Sono tutte rotte?

— Ma no — disse il negoziante. L’uomo aveva circa la sua età, ma era quasi ingobbito e sembrava non essersi accorto che i capelli, lunghi fino alle spalle magre, stavano diventando radi.

— Allora perché…

— Erano rotte quando le hanno portate qui — spiegò il negoziante. Sollevò la coperta e il lenzuolo della bambola più vicina. — Ora sono in perfette condizioni.

— Capisco.

— Se ha una bambola da aggiustare, deve lasciare un deposito che le sarà restituito quando tornerà a ritirarla.

— Avete incassato un deposito per tutte queste bambole?

Il negoziante allargò le braccia magre. — In qualche modo dobbiamo pur guadagnare per tenere aperto il negozio. Prima facevamo pagare le riparazioni, ma quasi nessuno tornava a riprendersi le bambole, quando erano pronte. Così ora abbiamo deciso di farci dare un deposito piuttosto sostanzioso e non ci facciamo pagare le riparazioni. Se il proprietario o, come avviene quasi sempre, la madre del proprietario, torna per ritirare la sua bambola, liberiamo un posto nello scaffale e gli restituiamo per intero il deposito. Altrimenti… — Il negoziante si strinse nelle spalle.

— Non vendete mai le bambole?

Il negoziante annuì. — Quando il proprietario muore.

— Allora alcune bambole restano qui per molto tempo.

Il negoziante annuì di nuovo. — Ce ne sono alcune che sono qui da quando abbiamo aperto il negozio. Ma qualche volta succede che quando diventa adulto, un ragazzo si ricordi della sua bambola. Qualche volta gli capita di trovare la ricevuta fra le carte di sua madre. Quando ci consegnano le bambole prendiamo nota del nome dei proprietari e poi controlliamo gli annunci mortuari. — Il negoziante allungò il braccio fino al ripiano più alto e prese un lettino. — Questa per esempio è in vendita. Se conosce qualcuno…



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