Ma come era possibile? La prossima stazione era Neenah-Menasha, e di là non sarebbe dovuto arrivare niente prima di diverse ore.

Spesse erano le nubi nel cielo, e la bruma vagava sui campi gelida e opaca nella mezzanotte di novembre. Anche così, tuttavia, Martin sarebbe dovuto riuscire a scorgere i fari del treno che avanzava, mentre c’era soltanto il fischio che erompeva dalla nera gola della notte. Martin era in grado di riconoscere le caratteristiche di quasi tutti i treni, ma non aveva mai sentito un fischio come quello: non era un avvertimento, era come l’urlo di un’anima dannata.

Balzò via di lato perché ormai il treno stava arrivando. Ed eccolo, improvvisamente apparire gigantesco tra uno stridore di freni. Non avrebbe mai creduto che potesse bloccarsi in così breve spazio. Le ruote non dovevano essere oliate, perché urlavano anche loro, urlavano disperate.

Ma il treno si fermò e gli stridii si spensero in un gemito sommesso e Martin, guardando in su, vide che era un treno passeggeri, grande e nero, senza una sola luce nella cabina di guida o lungo l’interminabile coda di vagoni. Non riuscì a leggere nessuna scritta lungo le fiancate, ma era certo che quel treno non era di servizio sulla Northwestern Road.

Ne fu anche più sicuro quando vide un uomo discendere dalla carrozza di testa: c’era qualcosa di strano nel modo in cui camminava, come strascicando un piede; e poi la lanterna che egli portava era spenta e lo sconosciuto la levò davanti alla faccia e ci soffiò sopra e subito la lanterna si accese rosseggiando. Non c’è bisogno di far parte delle ferrovie per capire che quello è un modo molto curioso di accendere le lanterne.

Mentre la figura si avvicinava, Martin riconobbe il berretto da macchinista e questo lo tranquillizzò per un momento: ma poi si accorse che era un po’ troppo sulla fronte, come se qualcosa lo tenesse sollevato.



3 из 16