
L’illusionista tirò fuori le mani. Il burocrate notò che non si era nemmeno bagnato le maniche.
Quando l’acqua si schiarì nuovamente, vi stava nuotando dentro un pesce multicolore, piuttosto agitato, che si trascinava dietro due lunghe pinne. — Ammirate! — esclamò Chu. — Il pesce-passero; nel grande ozio dell’estate, un animale del cielo, nel lungo grande inverno, un animale dell’acqua. Uno dei meravigliosi trucchi che la natura esercita in questo luogo.
Il burocrate applaudì. — Molto ben eseguito — disse con solo un pelino d’ironia.
— Faccio anche dei trucchetti con un barattolo di elio liquido. Disfando rose, e cose del genere.
— Dubito che sarà necessario. Avete detto che vi era uno scopo nella vostra dimostrazione.
— Assolutamente. — Gli occhi dell’illusionista scintillarono. — Si tratta di questo; Gregorian risulterà molto difficile da catturare per voi. Dovete sapere che si tratta di un mago, e per lo più nativo del Tidewater. Può mutare la sua stessa forma, o quella del suo nemico, come gli pare e piace. Può uccidere con un solo pensiero. E, cosa ancor più importante, capisce questa terra, mentre voi non la potete capire. Può sfruttare il potere della terra e usarlo contro di voi.
— Non crederete mica che Gregorian sia veramente un mago? Intendo dire, che abbia effettivamente dei poteri sovrannaturali?
— È risaputo.
Davanti a una simile fanatica certezza, il burocrate non sapeva più che cosa dire. — Ahem. Sì. Grazie per il vostro interessamento. Che ne pensate di metterci al lavoro, ora?
— Oh sì, signore. Immediatamente, signore. — Il giovanotto si toccò una tasca, quindi l’altra. La sua espressione mutò in una di dispiacere. — Ah… — disse con tono imbarazzato — temo di aver lasciato il mio materiale nella stiva di prua. Vi spiace aspettarmi un istante?
