— Ma certo. — Il burocrate cercò di non compiacersi troppo del disagio del giovanotto.

Quando Chu si fu allontanato, il burocrate tornò a fissare la sua attenzione sulla foresta che scorreva di sotto. L’aereonave planò in un’ampia curva, puntando il muso verso il basso e scendendo di quota. Il burocrate ricordò il momento in cui l’aveva vista per la prima volta, mentre atterrava a Port Richmond. Con la sua struttura complessa piena di patte, ascensori e piattaforme di sollevamento, la grande aereonave riusciva in qualche modo a trascendere dalla goffaggine della sua linea. Atterrava lentamente, con grazia, facendo tuonare le lame dei rotori. La parte inferiore della sua chiglia era ricoperta di cirripedi, e le cime di attracco pendevano dalle sue mascelle come fili di fuoco.

Pochi minuti dopo, il Leviathan si fermò presso una torre di attracco posta ai margini di un polveroso paesino sul fiume. Una figura solitaria con indosso un abito bianco salì per la scala di corda, quindi l’eliostato decollò nuovamente. Nessuno sbarcò.

La porta del salone si aprì, e apparve una donna piuttosto magra con indosso l’uniforme della sicurezza interna. La donna si fece avanti, con la mano destra protesa, offrendo le sue credenziali. — Ufficiale di collegamento tenente Emilie Chu — disse. E poi: — Signore? Vi sentite bene?

2. Culti stregoneschi di Whitemarsh

Gregorian baciò la vecchia e la buttò giù dal dirupo. La donna precipitò verso l’acqua fredda e grigia a testa in giù, contorcendosi nel volo. Colpì la superficie formando un piccolo spruzzo bianco, piombando nelle profondità. Non riapparve. A una certa distanza, l’acqua venne rotta da una sagoma scura e liscia, come una lontra marina, che apparve per un attimo per poi riimmergersi.



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